LA STORIA DELL'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
  
   
I PERCORSI DEL PROGETTO "LE VALLI DEL SAPERE'
Il 10 Maggio 2001, nel "Campus Universitario di Macchia Romana", in Potenza, è stata lanciata l''idea-base'' relativa all'innovativo progetto "LE VALLI DEL SAPERE". L'occasione è stata l'incontrodibattito, organizzato dal "GRUPPO UCID BASILICATA", d'intesa con gli "UNIVERSITARI CATTOLICI DELL'ATENEO LUCANO", sul seguente tema:
UNIVERSITA': AREA DI PARCHEGGIO o PALESTRA PER IL FUTURO? PERCORSI PER VALORIZZARE IL CAPITALE DELLA CONOSCENZA
Nel corso dei mesi successivi, l' "idea-base" è stata oggetto di riflessioni, confronti e dibattiti, tutti a carattere informale. Sono state anche avviate le prime verifiche relative alla conferma delle adesioni ed alle grandi linee di fattibilità, verifiche indispensabili per redigere un'ipotesi di fattibilità.
E' stato così possibile, nei primi mesi del 2002, elaborare le linee guida di un possibile ''progetto pilota", da sperimentarsi in un'area della BASILICATA. Le suddette linee guida sono state presentate, in ambito internazionale, all' UNIAPAC (International Union of Business Executives) che ha ritenuto l'esperienza interessante e l 'ha selezionata, inserendola nel novero di proposte presentate al suo XXI Congresso Internazionale (Buenos Aires, Maggio 2002).
Il ''progetto pilota" è stato illustrato ai media, il 24 Maggio, a Roma, nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche l'onorevole Francesco MERLONI, presidente nazionale dell' UCID.
Lo stesso progetto è stato presentato in pubblico, il giorno successivo a Potenza, nell' Aula Magna dell' UNIVERSITÀ DI BASIUCATA, in un convegno, nel corso del quale è stato anche effettuato un interessante collegamento in videoconferenza con il prestigioso MEDIA LAB (Boston - Dublino).
Tutta l'iniziativa, peraltro, continua a svilupparsi, anche sulla base di suggerimenti, proposte e sollecitazioni che emergono da un ampio ambito di sensibilità ed esperienze, interdisciplinari, personali e professionali. 


OBIETTIVO STRATEGICO 
"Il libero flusso delle immagini e delle parole su scala mondiale sta trasformando non solo le relazioni tra i popoli a livello politico ed economico, ma la stessa comprensione del mondo. Questo fenomeno offre molteplici potenzialità ... " ci ricorda il Santo Padre (Messaggio per la Celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, 2001), sottolineando che il dialogo interculturale, reso possibile da Internet e da altri mezzi di comunicazione sociale può essere " ... strumento privilegiato per costruire la civiltà dell 'amore).
In questo contesto, l'impegno per valorizzare il "Capitale della Conoscenza" diviene un momento altamente qualificante, che risponde anche alle esigenze di creare nuove occasioni di lavoro, nel momento in cui, da più parti, si continua a chiedere di rivalutare la centralità della persona e la sua creatività, nel convincimento che " ... l'uomo ... , mediante il suo lavoro, partecipa all'opera del Creatore ed a misura delle proprie possibilità, in un certo senso, continua a svilupparla e la completa, ... ) (LABOREM EXERCENS, 1981).
L'obiettivo strategico di tutta l'iniziativa si concretizza nel progettare e costruire sistemi relazionali globali, essenzialmente nel cyberspazio, finalizzati a far crescere insieme gruppi imprenditoriali e micro-unità di ricerca, geograficamente anche molto distanti tra loro. Tutto questo consentirà, peraltro, di superare le marginalizzazioni territoriali. Operare nel cyberspazio, infatti, offre anche a chi vive in aree isolate (o, comunque, decentrate, rispetto alle aree "forti") possibilità inedite (per certi versi, rivoluzionarie e ancora troppo poco "metabolizzate") di relazionarsi con chi opera in ambiti di eccellenza, mettendo in gioco i propri talenti, all'interno di scenari planetari.
La nascita e la crescita di "sistemi diffusi di micro-imprese della Conoscenza", ad elevato contenuto intellettuale, aggregate in strutture definite"  VALLI DEL SAPERE", rappresentano, quindi, strumenti concreti, per rispondere alle nuove sfide del mondo del lavoro e si caratterizzano per un'indubbia valenza etica.

OBIETTIVI SPECIFICI ED INDICAZIONI METODOLOGICHE
Il progetto ha l'ambizione di mettere in moto, nell'ambito di un grande disegno organico, le tante risorse del "Capitale della Conoscenza", esistenti in Italia, ma, sovente, sopite, o isolate in ambiti angusti.
Giovani ad elevata scolarizzazione avranno l'occasione di cooperare e dar vita a micro-unità di ricerca, definite "Officine del Sapere". Queste hanno l'obiettivo di sviluppare (consentendo alle singole persone di conservare le proprie "radici") specifiche attività intellettuali, per conto di gruppi imprenditoriali (in ambito internazionale), che hanno un crescente interesse a "delocalizzare" segmenti dei processi produttivi, relativi alla produzione di "beni immateriali".
Ciascuna " VALLE DEL SAPERE" rappresenta l'asse lungo il quale potranno essere disseminate le micro-unità di ricerca, aggregate nell'ambito di un disegno organico ed unitario.
Nascerebbe, così, una sorta di "agorà globale della net economy", intesa nel senso più profondo ed innovativo dell'accezione. Si tratterebbe di un'agorà, in cui si "crea insieme", in rete, secondo metodologie di frontiera, in cui non vi siano barriere, con flussi unidirezionali, ma, in cui si instauri una sorta di circolarità virtuosa tra tutti i soggetti: ciascuno dà e riceve, secondo percorsi multidirezionali,  attivi in andata e ritorno. 

 SOGGETTI
I protagonisti dell'iniziativa sono, in primis, i soggetti che direttamente sono interessati a crescere insieme.
Ovviamente, nelle fasi di elaborazione e sperimentazione del progetto, è indispensabile un concorso articolato di varie tipologie di soggetti, classificabili secondo ambiti differenti, in relazione alle specifiche peculiarità e potenzialità, all'impegno profondibile ed agli specifici interessi.
In questa sede, si schematizzano i seguenti tre differenti livelli "SOGGETTI PROPOSITORI"
Si tratta essenzialmente dei soggetti che hanno sviluppato l'ideazione e partecipano all'elaborazione (come sta già accadendo, per alcuni segmenti) di specifici ambiti dell'iniziativa. I "soggetti propositori" possono dare un contributo importante anche nelle fasi di sensibilizzazione e di divulgazione. il loro apporto ha totalmente carattere di volontariato.

"SOGGETTI ACCOMPAGNATORI"
Rientrano in questa voce tutti quei soggetti che aderiscono all'iniziativa ed hanno gli strumenti operativi e la struttura organizzativa idonea per espletare funzioni di "tutoraggio", anche molto limitate. Sovente, infatti, è sufficiente seguire la crescita del progetto, e "accompagnarne" gli sviluppi, dando suggerimenti e consigli, metodologici e di merito. L'apporto dei "soggetti accompagnatori" ha, quindi, carattere di volontariato, se è limitato a funzioni generali di indirizzo; ove l'impegno assumesse livelli e responsabilità rilevanti, potranno prevedersi specifici coinvolgimenti professionali.

"SOGGETTI ESECUTORI"
È il livello operativo ed esecutivo. I soggetti, pertanto, sono i protagonisti "forti" del progetto, essendo i destinatari di tutta l'iniziativa Come detto, essi sono direttamente interessati a crescere insieme o anche a cogliere (dal punto di vista professionale) tutte le opportunità "indotte" che il progetto genera. Il loro impegno, pertanto, ancorché ispirato, alla base, da motivazioni etiche, ha risvolti economici, correlati a crescite professionali ed imprenditoriali in genere. 
 
 ARTICOLAZIONE DEL "PROGETTO PILOTA"
Si illustrano, di seguito, le modalità attuative ed i possibili percorsi relativi al "progetto pilota" che si sta attuando in BASILICATA. Per consentire una più agevole lettura, si procederà per punti, descrivendo sinteticamente la consequenzialità temporale e le connessioni logiche di tutte le fasi attuative. In qualche caso, si potrà notare un'indicazione pedissequa di azioni; ciò è imputabile alla necessità di dare un forte carattere di concretezza ai possibili percorsi. In questa logica, sono anche citati precisi riferimenti di soggetti collettivi.  Per quanto riguarda l'impegno diretto dell'UCID, va precisato che le azioni relative al "progetto pilota" afferiscono al "GRUPPO UCID BASILICATA". 

 FASE 1: LE ATTIVITA' PROPEDEUTICHE
L'UCID, che ha ideato l'iniziativa e ne ha elaborato l'architettura progettuale, sottopone il presente documento ad alcuni soggetti, opportunamente selezionati, anche in ambito internazionale. Ciascuno di essi è invitato ad aderire all'iniziativa (sulla base degli elementi conoscitivi, illustrati nel documento stesso), precisando anche l'ambito di impegno ("soggetto propositore, accompagnatore, esecutore") entro il quale intende collocarsi.
Ciascun soggetto, in ogni caso, è sollecitato ad esprimere una propria opinione e a dare suggerimenti e consigli, indicando anche proposte corretti ve o, comunque, alternative.
La definizione delle adesioni e la composizione del quadro dei "soggetti propositori, accompagnatori ed esecutori", renderà possibile lo sviluppo di un "protocollo di intesa" (coordinato dall' UCID) ed il decollo del "progetto pilota", consentendo l'attivazione delle successive fasi, sintetizzate nei punti seguenti.

 FASE 2: LA "SFIDA DI DIOGENE"
Questa fase dovrebbe essere sviluppata secondo due ambiti speculari, connessi alla conoscenza ed all'analisi della domanda ed alla strutturazione della possibile offerta.
Per quanto riguarda il primo ambito, l'UCID ha elaborato una scheda ad hoc, avendo già chiesto la supervisione di strutture qualificate, quali il CENSIS. Sarà così possibile redigere (informalmente ed in tempi brevi) una "mappa ragionata" relativa alla disponibilità (in tutta la BASILICATA) di risorse umane ad elevata scolarizzazione, interessate ad intraprendere un cammino (autonomo, ma non isolato) di valorizzazione del Capitale della Conoscenza, esaltando le ricchezze delle proprie radici. I soggetti, che possono attivamente contribuire a realizzare la detta "mappa" (nel contesto di BASILICATA al quale ci si riferisce), sono la CONFERENZA EPISCOPALE DI BASILICATA (C.E.I.) ed alcune strutture deputate ad orientare ed a favorire le sinergie scuola-mondo del lavoro (tra le tante, a titolo di esempio, si citano l' A.R.D.S.U. e "Informagiovani"), d'intesa, magari, con associazioni di studenti universitari (U.C.A.L., "Circolo Universitario", etc.) e/o di neolaureati. La CONFERENZA EPISCOPALE, infatti, può affidare, ai responsabili diocesani della "pastorale sociale e del lavoro" l'incarico di far compilare la scheda ai giovani ad elevata scolarizzazione (laureati o laureandi), residenti in ciascun comune dell'area oggetto di interesse. Tale azione potrebbe essere svolta efficacemente e celermente, se si attiva l'ausilio dei parroci, efficaci "antenne" sul territorio. A questo proposito, va positivamente evidenziato l'incoraggiamento che continua ad essere dato a tutta l'iniziativa dal Presidente della CONFERENZA EPISCOPALE DI BASILICATA, Mons. Agostìno Superbo. Contestualmente, gli altri soggetti e le associazioni di studenti universitari, seguendo le stesse modalità, possono operare nell'ambito dell' UNIVERSITÀ DI BASILICATA, il cui interesse al ''progetto pilota ", peraltro, è stato riconfermato dal Rettore, prof Francesco Lelj Garolla di Bard. Per quanto riguarda la strutturazione della possibile offerta, l'UCID coordinerà, anche in ambito internazionale, l'individuazione dei soggetti imprenditoriali, che hanno i requisiti, l'interesse ed il "giusto entusiasmo" per partecipare al "progetto pilota" nella veste di senior partners. Allo stato attuale, peraltro, sono stati ulteriormente intensificati i contatti informali, che confennano l' implementabilità del progetto. 
Per il conseguimento di questo obiettivo, sarà opportuna la collaborazione dell' ISTITUTO NAZIONALE PER IL COMMERCIO ESTERO (I.C.E.) e delle CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL'ESTERO; è anche previsto il coinvolgimento delle comunità di Italiani all'estero, per il tramite soprattutto del MINISTERO PER GLI ITALIANI NEL MONDO. Ciascun senior partner, aderendo al progetto, in qualità di potenziale "soggetto esecutore", evidenzierà i segmenti relativi a produzioni di "beni immateriali" che intende "delocalizzare", affidandone la realizzazione ad una (o più di una) delle costituendo "le Officine del Sapere".

FASE 3: LA CREAZIONE DELL' AGORÀ
Si prevede che tutti i soggetti (privati e pubblici), che hanno aderito al "progetto pilota ", diano vita ad un'agorà, aggregandosi, unitarnente alle costituende "Officine del Sapere", in una struttura leggera (allo stato attuale sembra che la soluzione migliore possa essere la creazione di lill'associazione no profit, senza, peraltro, escludere, ipotesi diverse), nella quale vengano chiaramente distinti i diversi ruoli di "propositori, accompagnatori ed esecutori". il compito immediato di questa struttura è quello di guidare la costituzione delle singole "Officine del Sapere". Per questa finalità, sarà importante l'organizzazione di una serie di seminari e stages, per dare ai potenziali attori delle "Officine del Sapere" (junior partners) l'opportunità di integrare le conoscenze specialistiche di base (laurea, titoli aggiuntivi, eventuali esperienze professionali già maturate etc.), con i "fondamentali" di cultura d'impresa.
Questi percorsi cognitivi, unitamente alla strutturazione delle offerte da parte dei senior partners, guideranno la composizione delle prime "Officine del Sapere". Si ricorda che ciascuna "Officina" (formata orientativamente da almeno tre persone ed aperta anche ad energie aventi esperienze imprenditoriali più mature e consolidate) si organizzerà alla stregua di una micro-impresa, la cui forma giuridica sarà studiata ad hoc (potrà anche trattarsi di una società di persone o di uno studio associato). Per quanto riguarda la voce "strumenti di lavoro", si prevede che possano essere attivati percorsi finanziari innovativi, escludendo a priori i "classici canali bancari" e prendendo a modello le consolidate esperienze di Cambridge, relativamente al "seed funding", tipologia embrionale (e molto più "immediata") di venture capital. Si tratta, comunque, di un ventaglio ampio di possibilità, all'interno del quale possono anche trovare spazio i Business Angels, (molto apprezzata è stata la partecipazione del dottor Tommaso Marzotto Caotorta, segretario nazionale "ltalian Business Angels ", al dibattito del Maggio 2002) unitarnente ad elementari ipotesi di comodato, da realizzarsi da parte dei senior partners .
Si evidenzia, peraltro, che, nella maggior parte dei casi, le"Officine del Sapere", lavorando "in rete", potranno fruire, direttamente, delle tecnologie dei senior partners, avvalendosi di attrezzature di base, organizzabili, facilmente ed a costi molto contenuti.
Nell'ambito dell' agorà, un ruolo importante sarà svolto da un nucleo manageriale (strutture che aderiscono al "progetto pilota" nella veste di "soggetti esecutori") al quale sarà affidato l'espletamento di funzioni comuni, attinenti ai vari ambiti amministrativi e correlati agli aspetti gestionali. Questo servirà ad alleggerire le "Officine del Sapere" dal peso di adempimenti burocratici e di compiti meramente amministrativi, consentendo loro di dedicarsi alla produzione intellettuale, senza "distrazioni" e di focalizzare le energie soprattutto verso gli ambiti creativi.

FASE 4: LO SVILUPPO DELL' AGORÀ
La crescita dell' agorà dipenderà molto dalla capacità dei soggetti, che in essa si ritrovano, di sentirsi parte di un cammino comune e di condividere, anche nella operatività quotidiana, una concezione che veda nell'impresa un'entità che crea sviluppo e nasce per produrre ricchezza ed essere portatrice di valori.
In linea con questa impostazione, le variegate casseforti del Capitale della Conoscenza saranno valorizzate nell'ambito di un sistema di "qualità totale", in cui la tensione creatrice si coniugherà con un'efficienza intesa come valore etico. In quest'ottica, il rigore nell'espletarnento delle attività intellettuali, il rispetto dei tempi, la qualità dei processi produttivi, saranno alcuni tra i segni distintivi di una condivisa filosofia di crescita L'agorà, quindi, sempre aperta a nuovi contributi ed a sollecitazioni e stimoli, sarà caratterizzata da uno sviluppo fortemente "autopropulsivo", solidaristico, ma senza alcuna indulgenza verso passive logiche assistenziali. Anche la contrattualistica tra i "soggetti esecutori" sarà totalmente affidata a libere negoziazioni, nel rispetto di un codice etico-comportamentale che si andrà a definire con il concorso di tutti gli attori.
In tutto il contesto, non va peraltro sottaciuta l'importanza che rivestono gli Enti locali, soprattutto per quanto attiene alla creazione di condizioni "attraenti", dal punto di vista delle semplificazioni burocratiche e dell' attivazione di servizi efficienti.
Si ribadisce, infine, che per lo sviluppo positivo del "progetto pilota ", sarà determinante che si instauri all'interno dell' agorà, una sorta di circolarità virtuosa tra tutti i soggetti: ciascuno dà e riceve, secondo percorsi multidirezionali, attivi in andata e ritorno.
 


 

*Associazione Onlus Valli del Sapere